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	<title>Il Satiro</title>
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	<description>Spostando la perfezione un po&#039; più in là…</description>
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		<title>Giovanni Gambini e la crisi del settore calzaturiero</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 14:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Scafora]]></category>
		<category><![CDATA[Sutor Mantellassi]]></category>

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		<description><![CDATA[(estratto da un&#8217;intervista di Justin Fitzpatrick)

&#160;
&#8220;Dato che il procedimento per ottenere il prodotto ideale – ovvero, un prodotto che può vantare qualcosa di speciale, rispetto ai concorrenti, che vende bene e che probabilmente continuerà a vendere bene per più di una singola stagione – è assai rischioso e costoso (richiede molta ricerca e considerevoli investimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>(estratto da un&#8217;intervista di <strong><a href="http://the-shoe-snob.blogspot.com/2011/03/giovanni-gambini-interview-middle-men.html">Justin Fitzpatrick</a></strong>)</em></p>
<p><span id="more-433"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Dato che il procedimento per ottenere il prodotto <em>ideale</em> – ovvero, un prodotto che può vantare qualcosa di speciale, rispetto ai concorrenti, che vende bene e che probabilmente continuerà a vendere bene per più di una singola stagione – è assai rischioso e costoso (richiede molta ricerca e considerevoli investimenti in tempo e denaro), i problemi sono direttamente collegati ai rischi che hai deciso di accollarti. Potresti scoprire che fabbricare le scarpe in Italia è troppo costoso e perdere il consumatore, perché non riesci a dargli una scarpa italiana al prezzo che desidera; o peggio ancora, trovi il cliente che vuole un margine di guadagno più ampio, prende i tuoi campioni (costruiti in Italia a caro prezzo) e li fa produrre in Cina o in Brasile.</p>
<p>Chiariamoci: vent’anni fa l’Italia era il più grande produttore di calzature al mondo; di fatto, non esistevano fabbriche cinesi, brasiliane e indiane concorrenti. Era possibile far produrre qualunque cosa a qualunque livello di prezzo – era solo un problema di scelta della giusta area industriale. Potevi ragionare sul volume o buttarti sull’alta e altissima gamma. Oggi, in Italia, puoi far realizzare praticamente solo l’alta gamma – che è proprio il ramo dov’è più forte la concorrenza dei grandi stilisti e dei marchi alla moda.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 494px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/scarpe/paolo-scafora.jpg?i=1291708673" alt="" width="484" height="323" /><p class="wp-caption-text">Paolo Scafora</p></div>
<p>Vent’anni fa le aziende più richieste erano Bally, Cole-Haan, Bruno Magli, ecc… e i grandi nomi della moda non avevano particolare interesse per il mondo delle scarpe. Cole Haan, Bally, Bruno Magli, Johnston &amp; Murphy, Florsheim, Bostonian producevano la maggioranza delle loro linee in Italia. Ora praticamente tutti si rivolgono alle fabbriche in Asia.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class=" " src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/scarpe/scarpe-brutte.jpg?i=951124358" alt="" width="350" height="350" /><p class="wp-caption-text">Modello onnipresente, di padre (asiatico) ignoto</p></div>
<p>In sintesi, vent’anni fa la competizione si giocava con aziende specializzate, che producevano quasi tutte le loro calzature in Italia. Poiché queste avevano un colossale potere d’acquisto, era molto difficile competere sul prezzo; era possibile invece puntare sulla manodopera, che tutti pagavano la stessa cifra. Potevi cercare una fabbrica più piccola, che accettasse un margine di profitto più basso, per poi istruire i lavoratori, dar loro le giuste idee di design e creare un prodotto di qualità più alta. E non vi erano differenze così grandi tra stagione e stagione.</p>
<p>Al giorno d’oggi, ci sono due problemi principali:</p>
<p>1-     Il mercato delle “scarpe di qualità” è praticamente in mano agli stilisti e alle case di moda, che cambiano tutto in continuazione. Al cliente finale non importa dove il prodotto venga realizzato, purché vi sia apposto un marchio riconoscibile e desiderabile.</p>
<p>2-     Non è più possibile fare affari sul volume, senza ridurre al massimo il prezzo. Avere un bell’aspetto è importante, ma tutto deve costare il meno possibile – ergo, tutte le produzioni di questo tipo vengono realizzate in Asia, dove la manodopera ha costi ridicoli, rispetto a qualunque Paese occidentale.</p>
<p>Senza contare la crisi economica degli ultimi anni, che ha reso la situazione ancora più drammatica. La creatività è ancora qui, i migliori cuoi e tutto il resto anche – ma la creatività può essere copiata, i materiali importati, magari è possibile assumere consulenti tecnici italiani.</p>
<p><strong>Quello che non possono importare sono la passione per il prodotto, i decenni di esperienza, la conoscenza innata e la sensibilità per linee, dettagli, colori e finiture che hanno reso gli italiani i migliori artigiani del mondo</strong>.&#8221;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 602px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/scarpe/mantellassi-wholecut.jpg?i=1815161261" alt="" width="592" height="466" /><p class="wp-caption-text">Sutor Mantellassi</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Una Serata con la Camicia</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 23:36:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Cigar Club 06]]></category>
		<category><![CDATA[Compagnia dei Colletti]]></category>
		<category><![CDATA[Confraternita dei Satiri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Proprio una camicia coi baffi.&#8221;

&#160;
Chiunque abbia superato la ventina si ricorderà perfettamente quella vecchia pubblicità: magari si è chiesto, per un bel pezzo, cosa mai potessero aggiungere i baffi a un capo d&#8217;abbigliamento tutto sommato demodé. Camicie classiche, semplici, del colore che volete (purché vogliate  bianco o celeste): roba da bancari, da mezzemaniche, da gente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>&#8220;Proprio una camicia coi baffi.&#8221;</strong></em></p>
<p><span id="more-405"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chiunque abbia superato la ventina si ricorderà perfettamente quella vecchia pubblicità: magari si è chiesto, per un bel pezzo, cosa mai potessero aggiungere i baffi a un capo d&#8217;abbigliamento tutto sommato <em>demodé</em>. Camicie classiche, semplici, del colore che volete (purché vogliate  bianco o celeste): roba da bancari, da mezzemaniche, da gente che non ha ancora mostrato i torniti bicipiti al nuovo mondo.</p>
<p>Solo poche sere fa, nella tranquilla atmosfera di un ristorante a Pantano Borghese, ho capito pienamente ciò che forse era sfuggito anche al geniale pubblicitario. Quella sala era piena di camicie con i baffi. Ma anche con le barbe; con i capelli di ogni lunghezza e colore; con la pipa, il sigaro o la sigaretta.  Il vero segreto della camicia, come quello di ogni pregiato involucro, sta nel suo contenuto: senza un uomo fiero di portarla, è davvero un banale pezzo di stoffa.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/lavorate/DSC03524.JPG?95606289" alt="" width="560" height="837" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Allo stesso tempo, non esiste fierezza (o autografo) sufficiente a rivalutare una camicia <span style="text-decoration: underline;">volutamente</span> mal realizzata. Si possono commettere dozzine di errori, spiega con sapiente tranquillità il Maestro <a href="http://www.compagniadeicolletti.it/" target="_blank">Roberto Paolini</a>; tuttavia, un artigiano è quasi sempre in grado di porvi rimedio. La grande distribuzione, compitando il teorema dell&#8217;uomo medio, riesce invece a scontentare tutti coloro che medi non sono. Il nostro anfitrione ci guida nel suo mondo in punta di fioretto; colpisce con intriganti aneddoti storici e particolari controintuitivi. Molti dei presenti sfoggiano le sue opere: conoscere a pieno tutto quello che nascondono è realmente un piacere.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/lavorate/DSC03636.JPG?410268797" alt="" width="560" height="375" /></p>
<p>Sul lato voluttuario, come sempre, la Confraternita si è pienamente accontentata del meglio. Il menù, perfettamente a cavallo tra il mare e la campagna, riesce nella difficile impresa di distrarci dalle sottigliezze della stoffa. E grazie ai buoni auspici dei nostri <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=06%20cigar%20club&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=0CBwQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.cigarclub06.it%2F&amp;ei=Ni-rTvLLCczcsgaPpbC9Dw&amp;usg=AFQjCNGuODPl9zyVzkdrUE-rR27VregnMw" target="_blank">colleghi di vizio</a>, che qui ringrazio della cortesia, abbiamo potuto deliziarci con eccellenti <em><strong>Bolivar</strong>  Gold Medal</em> e con una non comune scatola di ottimo <em><strong>Edgeworth</strong></em> <em>flake: </em>due declinazioni della <em>Nicotiana</em>, scomparse in quello strano Elisio che spesso rapisce le più grandi delizie.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/lavorate/DSC03662.JPG?1633799853" alt="" width="560" height="375" /></p>
<p>In chiusura di seminario, tra il dessert e i preziosi distillati, tenta di farsi largo l&#8217;onnipresente amarezza dei tempi moderni.  Mentre scopriamo il piccolo grande dono del Maestro (uno splendido manualetto sull&#8217;argomento, con una intrigante custodia in cotone a guisa di manica), costui ci ricorda come il suo mondo, con la sua precisione e i suoi segreti, rischia seriamente di sparire. Esito, mentre il mio sigaro lentamente giunge all&#8217;ultimo terzo. Vorrei controbattere, rispondere con le parole che opposi a Monsieur Jacomet: noi <strong>abbiamo bisogno dei nostri Sogni</strong> e siamo perfettamente disposti a fornire il pane, ai Maestri che possono realizzarli. Mi riscuoto appena in tempo, guardando i miei confratelli di gaudio.</p>
<p>Forse, la nostra semplice presenza è più efficace di mille parole.</p>
<p>Continuate a lavorare, Maestri di ogni arte. I vostri cultori attendono fiduciosi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/lavorate/DSC03546.JPG?472501527" alt="" width="560" height="837" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>Una stella di nome Assenzio</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 17:51:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Assenzio]]></category>
		<category><![CDATA[Hill]]></category>
		<category><![CDATA[King Of Spirits]]></category>
		<category><![CDATA[Mari Mayans]]></category>

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		<description><![CDATA[Di recente, bramoso di letture leggere, ho iniziato ad accompagnare la rituale fumata della buonanotte con la lettura del Libro dell&#8217;assenzio di Phil Baker (Voland, Roma 2008). Il manualetto si è rivelato estremamente accattivante nei suoi gustosi aneddoti storico/letterari: sfortunatamente ogni sua velleità ricostruttiva crolla con fragore, in quella conclusiva lista della spesa (sbagliata) che ne costituisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Di recente, bramoso di letture leggere, ho iniziato ad accompagnare la rituale fumata della buonanotte con la lettura del <em>Libro dell&#8217;assenzio</em> di <strong>Phil Baker</strong> (<em>Voland, Roma 2008</em>). Il manualetto si è rivelato <em>estremamente</em> accattivante nei suoi gustosi aneddoti storico/letterari: sfortunatamente ogni sua velleità ricostruttiva crolla con fragore, in quella conclusiva lista della spesa (sbagliata) che ne costituisce l&#8217;unico richiamo alla contemporaneità.</p>
<p><span id="more-379"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 256px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/alcol/kingofspirits_gold.png?1360004119" alt="" width="246" height="458" /><p class="wp-caption-text">&quot;Quasi imbevibile, nulla a che vedere con i veri assenzi.&quot; (La Fée Verte)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per un conoscitore, leggere gli enfatici complimenti nei confronti del <em>Mari Mayans</em>, dell&#8217;<em>Hill</em> e soprattutto del terrificante <em>King Of Spirits</em>, è il male minore: ben più orribile, la consapevolezza di quanti novizi saranno rovinati da quelle sperticate lodi, rivolte a distillati di dubbia qualità. Oltretutto l&#8217;assenzio si è trascinato dietro per secoli una pesantissima zavorra, fatta di leggende e dicerie più o meno fantasiose; continuare ad alimentarle, seppur di sfuggita, mi pare quantomeno discutibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtuttavia ritengo inutile, quando non presuntuoso, cercare di sfatare in questo breve articolo tutte le <em>favole oscure</em> relative a questo meraviglioso liquore. La ragione è semplice quanto imbarazzante: arrivo in ritardo. L&#8217;eccellente <em>forum</em> dell&#8217; <strong><em><a href="http://www.assenzioforum.it" target="_blank">Académie D&#8217;Absomphe</a></em></strong> ha infatti compilato un&#8217;ottima sintesi storica, per esordienti o semplici curiosi, strappando (con grande <em>savoir-faire</em>) un bel po&#8217; di <em>leggendaria</em> gramigna.</p>
<p style="text-align: justify;">Memore dell&#8217;immortale proverbio, ho piuttosto deciso di offrire a ognuno di voi un&#8217;adeguata canna da pesca. Spero che grazie ad essa, e ad una <span style="text-decoration: underline;">buona</span> bottiglia di assenzio, riusciate a comprendere da soli quanto inadeguato sia il palato del signor Baker: a mio parere, il suo gusto è inversamente proporzionale alla qualità della sua ricerca aneddotica&#8230;</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 156px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/alcol/mayans.jpg?1738838871" alt="" width="146" height="389" /><p class="wp-caption-text">&quot;Colore radioattivo, gusto quasi decente.&quot; (Il Satiro)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 235px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/alcol/hills_absinth.png?711002632" alt="" width="225" height="389" /><p class="wp-caption-text">&quot;Non ho mai assaggiato lo shampoo antiforfora, ma il sapore non deve essere molto diverso.&quot; (The Daily Telegraph)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Lo standard adoperato dai degustatori della <strong><em><a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=fee%20verte&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=0CCkQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.feeverte.net%2F&amp;ei=QnilTuq0LtGXOo7GoKUP&amp;usg=AFQjCNHO0GTGFNgv8XzgTW1Ngn-23CqiJg" target="_blank">Fée Verte Absinthe House</a></em></strong>, base di quello usato dagli esperti italiani dell&#8217;<strong><em>Académie</em></strong>, enfatizza sette elementi principali e si basa su un sistema centesimale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>COLORE AL NATURALE</strong>: L&#8217;assenzio tradizionale può apparire di due soli colori, <em>Blanche</em> o <em>Verte</em>. Se per <em>Blanche</em> si intende la perfetta trasparenza, il <em>Verte</em> è un vero e proprio incubo cromatico: le sfumature possono andare dal verde/giallo <em><a href="http://www.google.it/search?client=opera&amp;rls=it&amp;q=peridot&amp;oe=utf-8&amp;channel=suggest&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;hl=it&amp;tbm=isch&amp;source=og&amp;sa=N&amp;tab=wi&amp;biw=1280&amp;bih=908" target="_blank">peridot</a></em> al foglia morta, con tutte le gradazioni intermedie. Il verde/azzurro brillante, salvo rare eccezioni, è  ottenuto in modo artificiale, con indicazione sull&#8217;etichetta dei coloranti adoperati: il marrone verdastro è tipico degli assenzi antichi. I prodotti moderni mostrano colorazioni di ogni genere, in toni più o meno accesi, compresi rosso, blu e nero. La valutazione (<strong>10 punti</strong>) verte principalmente sulla <span style="text-decoration: underline;">naturalezza</span> del colore: ogni tono palesemente artificiale comporta una decurtazione. Ulteriori decurtazioni vengono effettuate in presenza di sedimenti/opacità nei <em>Blanches</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em><strong>LOUCHE</strong></em>: il termine (lit. &#8220;losco, velato&#8221;) indica il fenomeno di intorbidamento ottenuto miscelando assenzio e acqua. Il <em>louche</em> ideale di un assenzio <em>verte</em> deve svilupparsi con studiata <span style="text-decoration: underline;">lentezza</span>: un esperto dell&#8217;<em>Académie</em> lo accosta al formarsi della bruma autunnale. Dai <strong>10 punti</strong> di valutazione si effettuano decurtazioni per <em>louches</em> troppo rapidi (magari istantanei), assenza di <em>louche</em>, scomparsa del <em>louche</em> (dopo qualche minuto).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>COLORE DOPO LA DILUIZIONE</strong>: dopo l&#8217;aggiunta di acqua ghiacciata (alla Fée assegnano un massimo standard di 3 parti d&#8217;acqua; gli italiani sono più liberali) il colore della miscela deve essere <span style="text-decoration: underline;">lattiginoso</span>, <span style="text-decoration: underline;">opaco</span> o <span style="text-decoration: underline;">appena traslucido</span>, pur rimanendo nei toni del verde. Se voltato verso una fonte di luce e osservato in trasparenza, deve presentarsi una colorazione opalina di tono aranciato.  Questo aspetto vale <strong>10 punti</strong>, da decurtare in caso di conservazione della trasparenza, colorazioni bianco/grigiastre (assenzio <em>verte</em>), intorbidamento giallino (<em>blanche</em>) o colorazione palesemente piatta.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 332px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/alcol/louche-of-the-mol.jpg?1226826767" alt="" width="322" height="371" /><p class="wp-caption-text">Le varie fasi di un buon louche</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>AROMA</strong>: mai assaggiare l&#8217;assenzio puro, l&#8217;alcol intorpidirebbe subito la lingua. L&#8217;aroma invece va analizzato a dovere, prima e dopo la diluizione, per un totale valutativo di <strong>30 punti</strong>. E&#8217; estremamente difficile fornire linee guida uniformi, quindi gli esperti si limitano a qualche suggerimento:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>- Alcol</em>: meno alcol si sente, meglio è. Comporta decurtazioni la persistenza dell&#8217;odore d&#8217;alcol post diluizione.</p>
<p style="text-align: justify;">- <em>Complessità</em>: l&#8217;aroma dell&#8217;assenzio è costituito da una pletora di note, che devono trovarsi in un certo vicendevole equilibrio. Come nei migliori profumi, è appropriata la divisione tra note di testa, di cuore e di coda. Non è appropriata (e comporta decurtazioni) la palese assenza di equilibrio, con prevalenze improprie o assenza di separazioni. E&#8217; un parametro la cui valutazione richiede molta esperienza.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>- Holy Trinity</em>: in ogni assenzio degno di questo nome <span style="text-decoration: underline;"><strong>devono</strong></span> trovarsi tre elementi: <span style="text-decoration: underline;">assenzio maggiore, anice verde e finocchio</span>. Possono presentarsi note aromatiche di forza simile, ma un liquore privo di queste tre erbe <span style="text-decoration: underline;">non può e non deve</span> essere definito assenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">- <em>Aromi estranei</em>: si effettuano decurtazioni per ogni aroma palesemente &#8220;inadatto&#8221; (sentori agrumati o fangosi, aromi sintetici).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>SENSAZIONE ORALE:</strong> il primo sorso di liquido non deve bruciare la lingua e non deve lasciarla impastata. Allo stesso tempo, non può dare l&#8217;impressione di acqua vagamente aromatizzata. La sensazione ideale deve essere cremosa, vellutata, piena. Solo quest&#8217;ultimo risultato può essere valutato con <strong> 10 punti</strong> pieni.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>GUSTO: </strong>parafrasando il notorio &#8220;Michele intenditore&#8221; (chi c&#8217;era se ne ricorderà), il gusto deve essere <span style="text-decoration: underline;">chiaro, fresco e pulito</span>.  Alla Fée non si aggiunge zucchero in questa fase, mentre l&#8217;Académie spesso ne fa uso. Passibile di decurtazione l&#8217;eccessiva dolcezza, come l&#8217;eccessiva amarezza. Sono davvero pochi gli assenzi a raggiungere la soglia dei <strong>20 punti</strong>.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 131px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/alcol/fougerolles.jpg?1857193151" alt="" width="121" height="420" /><p class="wp-caption-text">Verte de Fougerolles 72, un assenzio di qualità medio-alta. Giochiamo alle 10 piccole differenze?</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IMPRESSIONE GENERALE</strong>: I 10 punti di questa valutazione sono legati al gusto personale e come tali, variamente interpretati dai recensori. Qualcuno li adopera come <em>summa synthetica</em>; altri invece decurtano tutto, per spiegare come l&#8217;assenzio a cui hanno assegnato voti alti in realtà non sia adatto al loro gusto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;augurarvi una felice riscoperta di un piacere scomparso, vi rammento di buttar via gli accendini, con buona pace di <strong>Radomil Hill</strong> e della sua ignoranza. Forse, nel lieve gocciolare dell&#8217;acqua, potrete ascoltare l&#8217;applauso dei grandi vecchi dell&#8217;assenzio, che mai avrebbero accostato il fuoco distruttore allo spirito della creatività.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs528.snc3/29997_1422474129244_1454454151_31086940_2401723_n.jpg" alt="" width="200" height="200" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per le fonti rimando al suindicato <em>forum</em> dell&#8217;<strong>Académie d&#8217;Absomphe, </strong>a cui è possibile chiedere chiarimenti su tutti i dettagli qui assenti.  Gli anglofoni potranno trovare molte recensioni sul già menzionato sito della Fée Verte.<em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Santé</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Di sogni e capitali</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 11:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[John Lobb]]></category>
		<category><![CDATA[Spirit of Capitals]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina, scartabellando quel capolavoro di concisione che è il sito di Monsieur Hugo Jacomet, sono incappato in un malinconico inno alla caduta dei miti.

John Lobb Paris, celeberrimo Vicerè delle calzature maschili, ha lanciato ad Aprile la sua nuova linea &#8220;Spirit Of Capitals&#8221;. La decisione è inquadrata sul sito ufficiale con toni romantici, olezzanti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, scartabellando quel capolavoro di concisione che è il sito di <a href="http://parisiangentleman.co.uk" target="_blank">Monsieur Hugo Jacomet</a>, sono incappato in un malinconico inno alla caduta dei miti.</p>
<p><span id="more-360"></span></p>
<p>John Lobb Paris, celeberrimo Vicerè delle calzature maschili, ha lanciato ad Aprile la sua nuova linea &#8220;Spirit Of Capitals&#8221;. La decisione è inquadrata sul sito ufficiale con toni romantici, olezzanti di pregiato liquore e Anni Ruggenti:</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 373px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/scarpe/JL-London.jpg?404163795" alt="" width="363" height="376" /><p class="wp-caption-text">Londra</p></div>
<p><em>&#8220;L&#8217;idea ci è balenata durante un aperitivo informale, mentre si parlava di New York e di Londra. New York, la città che tutti sembrano conoscere profondamente, anche coloro che non l&#8217;hanno visitata. Londra, capitale cosmopolita, il punto zero della moda in costante movimento.</em></p>
<p><em>E se creassimo una serie di scarpe che celebri le più straordinarie città del mondo, le capitali che appaiono tanto familiari a dispetto della lontananza? Catturiamo lo spirito di ogni incredibile capitale, con le sue mille sfaccettature, cosicché l&#8217;uomo che calca le sue strade possa avanzare al ritmo del suo stile. E così è stato lanciato il guanto di sfida.&#8221;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;idea, anche dopo aver raschiato via la melassa del marketing, rimane intrigante. Ma, come scrive il <em>Gentiluomo Parigino</em>, quando si sfoglia l&#8217;elenco delle &#8220;incredibili capitali&#8221; qualcosa si inceppa.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 352px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/scarpe/JL-NYC.jpg?1579420773" alt="" width="342" height="397" /><p class="wp-caption-text">New York</p></div>
<p>Londra, Ginevra e Parigi sono indiscutibilmente nell&#8217;Olimpo del <em>bien vivre</em>; opinabili possono essere Tokyo, Mosca e Pechino, culle di Imperi dal gusto &#8220;acquisibile&#8221;. Ma è sulle misconosciute Dubai, Seoul, Honk Kong e Taipei che si scagliano gli strali del neo-dandy: e se il suo punto di vista sul parco giochi degli emiri è condivisibile, a mio parere non si può dire altrettanto per le altre scelte.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 328px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/scarpe/JL-Paris.jpg?2041163039" alt="" width="318" height="316" /><p class="wp-caption-text">Parigi</p></div>
<p>E&#8217; logico che in questa selezione vi sia una preponderanza di calcolo economico. D&#8217;altronde ciò che per noi è sogno, per dozzine di persone è pane. Ma se ci sfiliamo il monocolo e abbassiamo il naso (senza necessità alcuna di turarlo), possiamo notare come tutte le città indicate siano, o siano state, capitali imperiali.</p>
<p>Il gusto della nobiltà è stato raramente compreso dai coevi, ma nel dubbio è stato sempre preso a modello: si potrebbero fare centinaia di esempi, ma non è mia intenzione appesantire questa nota. La nuova nobiltà non risiede più nel vecchio mondo: per quanto grotteschi possano sembrarci, con i loro abiti pacchiani e le loro &#8220;cripte discotecniche&#8221;, la prossima generazione sta già prendendo appunti.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 467px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/scarpe/JL-HK.jpg?809941443" alt="" width="457" height="194" /><p class="wp-caption-text">Hong Kong</p></div>
<p>Condivido peraltro l&#8217;opinione di Monsieur Jacomet, sull&#8217;inesplicabile esclusione degli Imperi che furono; far trasparire uno sprazzo del Ring viennese o dei marmi di Roma non avrebbe assolutamente vanificato lo spirito &#8220;realista&#8221; della campagna pubblicitaria.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 433px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/scarpe/JL-Tokyo.jpg?2124244849" alt="" width="423" height="390" /><p class="wp-caption-text">Tokyo</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>E per quanto cerchi di scansarla, la malinconia del Gentiluomo Parigino ha colto anche me. Che tutte queste righe non siano altro che una diga di fango, che la marea scardinerà in un istante?  Il vecchio mondo è davvero scomparso?</p>
<p>No, non lo è. Perché fin quando i Maestri avranno il loro pane, noialtri continueremo ad avere sogni.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 323px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/scarpe/JL-Geneve.jpg?1875937747" alt="" width="313" height="431" /><p class="wp-caption-text">Ginevra</p></div>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 419px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/scarpe/JL-Dubai1.jpg?1885521470" alt="" width="409" height="299" /><p class="wp-caption-text">Dubai</p></div>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 396px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/scarpe/JL-Taipei.jpg?1473053331" alt="" width="386" height="462" /><p class="wp-caption-text">Taipei</p></div>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 389px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/scarpe/JL-Seoul.jpg?1403264980" alt="" width="379" height="283" /><p class="wp-caption-text">Seoul</p></div>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 388px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/scarpe/jl_pekin.jpg?689361308" alt="" width="378" height="282" /><p class="wp-caption-text">Pechino</p></div>
<p style="text-align: center;"><span><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/scarpe/Moscou-JLrichelieu.jpg?81235664" alt="" width="472" height="179" /></span></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 576px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/scarpe/John-Lobb-Moscou-1.jpg?2014369212" alt="" width="566" height="363" /><p class="wp-caption-text">Mosca</p></div>
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		<title>Fiat Luxus</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 14:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Amo il lusso. Esso non giace nella ricchezza e nel fasto ma nell&#8217;assenza della volgarità.&#8221;
Coco Chanel
&#160;
Un giorno come tanti altri. Vagavo con lo sguardo tra le vetrine, la pipa ricolma di Dark Twist e le prime sferzate del sole estivo a rammentarmi le delizie della brachicardia. Non ci fu un&#8217;illuminazione. Niente cori angelici. Me li [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Amo il lusso. Esso non giace nella ricchezza e nel fasto ma nell&#8217;assenza della volgarità.&#8221;</em></p>
<p><strong><em>Coco Chanel</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un giorno come tanti altri. Vagavo con lo sguardo tra le vetrine, la pipa ricolma di Dark Twist e le prime sferzate del sole estivo a rammentarmi le delizie della brachicardia. Non ci fu un&#8217;illuminazione. Niente cori angelici. Me li trovai davanti agli occhi, come se sapessero del mio passaggio.</p>
<p><span id="more-292"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/tabacco/DSC00653.JPG?865063240" alt="" width="480" height="321" /></p>
<p>Rimasi conquistato dagli intagli, che rievocavano in modo inequivocabile il lusso estetico degli anni ruggenti. Allo stesso tempo, non riuscii a ignorare la semplice eleganza del suo compagno, il tocco di classe del nascondere la propria rarità nel suo cuore. A giorni e giorni di distanza, mi trovo ancora a riflettere sull&#8217;apparentemente inconciliabile differenza tra due esemplari di quello che possiamo certamente definire &#8220;lusso&#8221;.<img class="alignright" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/tabacco/DSC00629.JPG?1023283703" alt="" width="480" height="394" /> Perché siamo in grado di inquadrare entrambi in tale categoria, quando tra di essi non vi è alcun punto di contatto? <em>&#8220;I don&#8217;t care about expensive things[...]All I care about is love.&#8221;</em> cantava il cinico avvocato Billy Flynn nel celebre musical Chicago, mentre percorreva le vie della città sulla sua preziosa Rolls-Royce.  E nella sua arroganza non sbagliava, perché tra lusso e infatuazione corrono molti parallelismi, primo fra tutti la difficoltà di inquadramento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cercare la chiave del fascino che ha il lusso per l&#8217;uomo è come sferrare il primo colpo a un diamante grezzo. E&#8217; assai facile sbagliare qualcosa e trovarsi in mano un mucchio di minutissimi cocci. A mio parere, l&#8217;unico collegamento davvero inscindibile è quello tra il lusso e il piacere personale. La specie umana da sempre caratterizza quanto le risulta più piacevole come &#8220;degno di pochi&#8221;. Il credo di colui che aspira al lusso si può inquadrare nell&#8217;affermazione <em>&#8220;possiedo il meglio e chiunque mi circondi è in grado di testimoniarlo.&#8221;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E&#8217; ovvio che la scontata analogia tra lusso e costo sia da considerare un&#8217;autentica aberrazione. nessun vero esteta metterebbe le variabili del proprio gusto in mani altrui. Invero, ai livelli più alti dell&#8217;appagamento la valutazione economica è totalmente avulsa da ogni variabile reale. E così deve essere. Non si può dare un prezzo a un&#8217; Emozione: parafrasando penne ben migliori della mia, l&#8217;uomo che chiede &#8220;Ma <span style="text-decoration: underline;">davvero</span> vale così tanto?&#8221; è come il bambino che apre il suo peluche parlante, ritrovandosi a guardare solo sterili meccaniche. E se si può riparare qualunque oggetto, non si può rigenerare l&#8217; Emozione che ne sia fuoriuscita.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/tabacco/DSC00633.JPG?4936925" alt="" width="480" height="395" /><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/tabacco/DSC00657.JPG?1661732152" alt="" width="560" height="837" /></p>
<p>Sembrerebbe più logico accostare la ricerca del meglio <em>tout court</em> al collezionismo. E a prima vista, le due passioni sembrano perfettamente congruenti. Eppure, non è sempre così. Quello che per un collezionista è la Croce di Coronado, per vari sedicenti &#8220;esperti del lusso&#8221;può essere poco più di un &#8220;arnese&#8221; industriale: ho visto questo copione ripetersi troppe volte per ritenerlo casuale. Pescando nella relativa manualistica (dal Bozzini al Krumholz), e guardandosi accuratamente allo specchio,  si coglie istantaneamente la discrepanza tra i due <em>modi operandi</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/tabacco/DSC00660.JPG?2114168939" alt="" width="560" height="375" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni collezionista ha cominciato guidato dalla Sorte, che ben presto ha lasciato il campo alla Tassonomia. Se la collezione è sopravvissuta alla fase tassonomica (cosa niente affatto scontata), significa che da essa è stato possibile  formare e perfezionare un gusto personale.  Tale gusto si appagherà nelle forme estetiche più disparate, ma potrà sempre essere (grossolanamente) sintetizzato come<em> &#8220;possiedo il meglio, <strong>ma solo io</strong> sono in grado di caratterizzarlo come tale&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/tabacco/DSC00637.JPG?2035772616" alt="" width="480" height="321" /></p>
<p>L&#8217;appagamento del collezionista  è dunque una delizia bifronte. La consapevolezza di possedere il meglio che il denaro possa comprare si accompagna al gusto per l&#8217;esoterismo, al nascondere le ragioni di una scelta nei meandri della conoscenza materica. Alla mano magistrale dell&#8217;intagliatore si sostituisce la rarità del legno esotico e del metallo prezioso. Non c&#8217;è posto per i flessuosi richiami alla natura. Il minimalismo assurge a nuovo velario per la massa essoterica.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/tabacco/DSC00654.JPG?469807932" alt="" width="480" height="321" /><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/tabacco/DSC00642.JPG?1824959535" alt="" width="560" height="375" /></p>
<p>Lungi da me l&#8217;idea di voler indicare quale dei due punti di vista possa essere definito &#8220;migliore&#8221;. Che sia diretto agli sguardi altrui o al proprio cuore, il gusto rimane sempre una questione personale. E comunque, nessuno ha mai detto che i due mondi non possano coesistere&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/tabacco/SB%2003.jpg?208947438" alt="" width="480" height="417" /><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/tabacco/SB%2002.jpg?1629272804" alt="" width="560" height="307" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;iride dello Stile: il nero</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 19:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[Assieme ai miei amici Zoeromeo e Gianluca, abbiamo deciso di iniziare un percorso dedicato allo spettro cromatico, con i suoi riverberi nel nostro abbigliamento. 


La moda, così come la intendiamo, è un fenomeno piuttosto recente: ma l&#8217;esistenza di un regolamento stilistico è una delle cose più antiche che connotano l&#8217;umanità, tanto da poter decifrare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Assieme ai miei amici Zoeromeo e Gianluca, abbiamo deciso di iniziare un percorso dedicato allo spettro cromatico, con i suoi riverberi nel nostro abbigliamento. </em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p>La moda, così come la intendiamo, è un fenomeno piuttosto recente: ma l&#8217;esistenza di un regolamento stilistico è una delle cose più antiche che connotano l&#8217;umanità, tanto da poter decifrare la storia di un popolo attraverso quella dei suoi abiti.</p>
<p>E nella storia del mondo un colore ha caratterizzato nel suo essere e non essere il concetto di eleganza: il nero. Il colore che contiene e annulla l&#8217;intera iride. Per l&#8217;uomo moderno il nero è semplicemente un colore adatto alle occasioni formali, ma non è sempre stato così.</p>
<p><span id="more-293"></span></p>
<p>I coloranti per la tintura medioevali erano tutti di origine naturale. In particolare per i colori scuri si adoperava la corteccia degli alberi: un materiale efficace per un breve lasso di tempo, ma con una permanenza nel tessuto estremamente ridotta. Per ridurre le spiacevoli conseguenze la coloritura veniva effettuata con due o più tinte scure, ottenendo il cosiddetto color &#8220;fosco&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/abbigliamento/images.jpg?1788880257" alt="" width="240" height="161" /></p>
<p>Il fosco si collocava tra il nero, il marrone e il porpora e veniva adoperato specialmente per gli abiti dei religiosi (è accertato che fosse l&#8217;unico colore accettato per il saio dei Cluniacensi). Ma alle persone non bastava.</p>
<p>La nobiltà, la classe mercantile, l&#8217;alto clero, da sempre tendono a ciò che non possono ottenere. Ci volle la sapienza alchemica (che portò alla mordenzatura con sali metallici e alla tintura al vetriolo) per ottenere il colore che pareva irraggiungibile: il nero della notte e del carapace dello scarabeo, il nero delle potenti creature che i demonologi iniziavano a classificare. E la nobiltà, che non aveva diritto al rosso del Papa o al blu del Re, iniziò a portare il nero. E ne fece il simbolo del potere. Il contrasto tra i funerei padroni del mondo e i terrosi loro sottoposti rimase tanto impresso nella mente europea, da far sì che ancora oggi, in certi ambienti, si parli dei grandi ricchi come dell&#8217; <em>aristocrazia nera</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi, nelle occasioni più importanti, il nero è ancora il colore più adoperato. Forse, nel corso dei secoli, i suoi aspetti esoterici si sono fatti strada nel nostro inconscio; fatto sta che i professionisti dello stereotipo, i grandi banchieri, gli avvocati, tutti coloro che maneggiano grandi quantità di denaro, sono identificati dall&#8217;abito nero. Ma nessuno può interpretare il colore meglio di un pittore.</p>
<p>E pensiamo al maestro Kandinsky, che nel suo frenetico spirito di rimozione del reale si applicò al colore per esternare i propri sentimenti. Il suo nero spesso diviene punto di luce, le ombre accendono la tela e fanno risuonare gli altri colori; il punto terminale dell&#8217;iride per il grande russo è il vero protagonista di molte opere.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/abbigliamento/images%20(1).jpg?1684798988" alt="" width="191" height="263" /></p>
<p>Non era così per il Caravaggio. Il nero qui è materia gonfia, tumida, che ingurgita l&#8217;essere: solo le sciabolate della luce divina mostrano il reale. Il nero quale brodo primordiale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/abbigliamento/bar_caravaggio_12.jpg?104450969" alt="" width="388" height="300" /></p>
<p>Si chiude così il cerchio di un colore: la tremebonda, neonata umanità delle caverne ha imbrigliato la sua più opprimente fonte di terrore e ne ha fatto punto di nascita della conoscenza.</p>
<p>Oggi viviamo nel nostro tempo, le paure ataviche sono mutate, ma in esse il nero è rimasto, maestoso e indecifrabile come è sempre stato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>G&amp;G</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ilsatiro.com%2F%3Fp%3D293&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Fantasmi di fumo</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 21:42:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zoeromeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la fondamentale collaborazione del maestro Sansone, un racconto che solo i fumatori di vecchia data potranno capire&#8230;
&#160;
Quel freddo giorno di pioggia è stato interminabile. L&#8217;acqua non cessa di cadere e il viandante, a capo chino, decide di entrare in una locanda.

Dopo aver appagato lo stomaco con ceci e arrosto di maiale, birra scura e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Con la fondamentale collaborazione del maestro <a href="http://www.ilsatiro.com/?page_id=101">Sansone</a>, un racconto che solo i fumatori di vecchia data potranno capire&#8230;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quel freddo giorno di pioggia è stato interminabile. L&#8217;acqua non cessa di cadere e il viandante, a capo chino, decide di entrare in una locanda.</p>
<p><span id="more-273"></span></p>
<p>Dopo aver appagato lo stomaco con ceci e arrosto di maiale, birra scura e pane di segale, il nostro apre la giberna. Da essa trae una vecchia pipa annerita. Poi, dal nulla, una sonora imprecazione: ha finito il tabacco.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/tabacco/dilapidated_tavern.jpg?1702645970" alt="" width="538" height="349" /></p>
<p>Si guarda attorno: non ci sono altri fumatori. Inizia a battere il piede a terra, tossicchia nervoso. Un vecchio di età indefinibile, con un anello su ogni dito e un solo dente marcio nella bocca, gli si avvicina in silenzio. Dalla tasca del nuovo arrivato appare una scatola di tabacco. Il viandante sgrana gli occhi, stupefatto.</p>
<p>La scatola bianca, il Graal dei tabacchi, il Grande Scomparso. Un tuono fa tremare vetri e boccali, il vecchio biascica qualcosa.</p>
<p>&#8220;Carica e fuma!&#8221;</p>
<p>Per ringraziamento non più di un cenno della testa, poi via a caricare la pipa panciuta. Due fiammiferi, una gran nuvola azzurra e poi il buio. Odori e sapori di terre mediorientali; sole, sudore, olibano e sterco di cammello; il sole a picco sui tetti di Izmir, occhi neri a fissare l&#8217;orizzonte che vibra.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/tabacco/balkan_sobranie_05.jpg?1656139339" alt="" width="358" height="261" /></p>
<p>Il vecchio tossisce, il viaggiatore ritorna al suo corpo.</p>
<p>&#8220;Che cosa mi hai dato?&#8221;</p>
<p>L&#8217;altro lo guarda in tralice. Sfila di tasca una busta gialla e gliela passa.</p>
<p>&#8220;Se vuoi scoprirlo, vai qui.&#8221;</p>
<p>Il vecchio va via barcollando. La busta riporta un indirizzo del Tagikistan. In quel momento la pipa si spegne, lasciando nell&#8217;aria sentori di torba e incenso. E&#8217; ora di dormire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il sole filtra a fatica oltre il cielo di piombo. Naso e bocca sono ancora pieni di quegli odori e sapori, ma il cervello risponde con la sua sapienza&#8230; quel tabacco è morto da dodici anni. Eppure&#8230; quel sapore non mente. Poco può la ragione contro il richiamo dei sensi. E&#8217; tempo di partire.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/tabacco/valley_fog.jpg?141829" alt="" width="356" height="233" /></p>
<p>Passano i mesi. I capelli ingrigiscono, la salute peggiora. I chilometri scorrono lenti sotto i piedi, macinando le scarpe; il sole brucia la pelle e schiarisce la barba. Eppure lui avanza inarrestabile, seguendo la chimera di quell&#8217;unica indimenticabile fumata. Le notti, passate davanti al fuoco, col pastrano per coperta e chissà quale porcheria nella pipa, sono ricolme di pensieri; quando la sua devozione vacilla, gli basta annusare il fumo di legna per ritrovare la forza.</p>
<p>E&#8217; una bella giornata quando il viandante raggiunge la sua meta. Ma davanti a lui c&#8217;è solo una casa diroccata: in un giardino di sterpi, due donne. Alzano lo sguardo, lo vedono e iniziano a ridere.</p>
<p>Lui si avvicina speranzoso. La più anziana lo fissa a lungo, un misto di tristezza e derisione, prima di esclamare:</p>
<p>&#8220;Anche tu, come gli altri. Goditi la vita e smetti di cercare il Balkan. Il sovrano è morto!&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/tabacco/woman-in-old-greek-costume-1920-lot-11461-3-item-ppcheck-for-an-painting-artwork-print.jpg?137750193" alt="" width="307" height="384" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>G&amp;G</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ilsatiro.com%2F%3Fp%3D273&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Mare Nostrum</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 18:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[Diciotto uomini e una bottiglia di Vecchio Samperi.

Ammetto che la tentazione sia forte. Provare a racchiudere l&#8217;atmosfera salmastra e rilassata di questa serata in quelle otto parole d&#8217;esordio; confidare nella buona memoria dei presenti e lasciare tra le ombre tutti coloro che non c&#8217;erano.

La Confraternita ha questa volta eletto un peana al Mare Nostrum. Eolo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diciotto uomini e una bottiglia di Vecchio Samperi.</p>
<p><span id="more-266"></span></p>
<p>Ammetto che la tentazione sia forte. Provare a racchiudere l&#8217;atmosfera salmastra e rilassata di questa serata in quelle otto parole d&#8217;esordio; confidare nella buona memoria dei presenti e lasciare tra le ombre tutti coloro che non c&#8217;erano.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/mare-nostrum-16052011/DSC09104.JPG?1284619611" alt="" width="560" height="375" /></p>
<p>La Confraternita ha questa volta eletto un peana al Mare Nostrum. Eolo, <em>de&#8217; venti dispensier supremo</em>,  ci ha condotto a un lieto approdo, una perla nascosta in meandri oscuri. Qui abbiamo intrapreso un viaggio, guidati da due esperti d&#8217;eccezione.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/mare-nostrum-16052011/DSC09105.JPG?1297687841" alt="" width="560" height="375" /></p>
<p>Tra piatti e calici abbiamo riesplorato la storia della Penisola, da sempre intrecciata con quella del suo mare. Dai viaggi dei mercanti fenici alle esplorazioni dei califfi arabi; dalle grandi radici dell&#8217;Impero di Roma alle piccole, industriose Repubbliche marinare, fino al Ventesimo Secolo, la fiamma della pazzia in cui bruciò uno Stato ancora giovane e fresco di forze.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/mare-nostrum-16052011/DSC09217.JPG?516235132" alt="" width="560" height="375" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/mare-nostrum-16052011/DSC09154.JPG?1872082515" alt="" width="560" height="375" /></p>
<p>Tra il polipo di Mazara e il manzo di Kobe, abbiamo nutrito le radiche con ottimi tabacchi. Il Dark Twist, Virginia a rondelle già decantato dal Bozzini, ha permesso di aprire la serata in maniera degna, mentre il TIMM 1000, un inglese di concezione moderna, ci ha dato una mano a iniziare la digestione. E mentre la Confraternita fumava, i proprietari di un&#8217;azienda vinicola riuscivano nella difficilissima impresa di riconciliare i palati dei presenti con il concetto di &#8220;vino laziale <em>buono</em>&#8220;. In verità, almeno per il sottoscritto, ben più che buono. La prova che, con il duro lavoro (niente cravatte e paroloni, piuttosto mani operose e conoscenza <em>viva</em> del terreno) e l&#8217;esperienza, è possibile ottenere (quasi) tutto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/mare-nostrum-16052011/DSC09196.JPG?1519110517" alt="" width="640" height="428" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/mare-nostrum-16052011/DSC09166.JPG?778171464" alt="" width="560" height="375" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/mare-nostrum-16052011/DSC09095.JPG?609796263" alt="" width="560" height="375" /></p>
<div style="text-align: left;">Il nostro percorso si è permesso di sfiorare la storia secolare di uno tra gli accessori maschili per eccellenza, i cui natali si collocano proprio sul Mediterraneo. Alla <em>krawatta</em> abbiamo ritenuto di dedicare un piccolo intermezzo: un duello, una sfida all&#8217;ultimo nodo tra quartiermastri della <em>seven fold tie. </em>I risultati sono stati (in parte) costruttivi e allo stesso tempo (molto) esilaranti.</div>
<div style="text-align: left;"><em><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/mare-nostrum-16052011/DSC09244.JPG?1867220751" alt="" width="560" height="375" /></em></div>
<div style="text-align: left;"><em><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/mare-nostrum-16052011/DSC09268.JPG?1050725875" alt="" width="560" height="375" /><br />
</em></div>
<div style="text-align: left;"><em><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/mare-nostrum-16052011/DSC09277.JPG?1462720368" alt="" width="560" height="375" /><br />
<img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/mare-nostrum-16052011/DSC09245.JPG?304898819" alt="" width="560" height="375" /></em></div>
<div style="text-align: left;">Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato, che ci hanno apportato le loro esperienze e il loro apprezzamento. Per i presenti che gradissero rivedere l&#8217;intera galleria, basta che mi contattiate.</div>
<div style="text-align: left;"><em>E sol tenne di fuori un opportuno</em><br />
<em>Zefiro, cui le navi e i naviganti</em><br />
<em>Diede a spinger su l&#8217;onda. </em></div>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ilsatiro.com%2F%3Fp%3D266&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>All&#8217;Oro</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 13:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zoeromeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono amici che vanno allo stadio; amici che vanno ai concerti; amici che cantano a cappella. E amici che amano cercare ristoranti con un’anima, passando giorni e giorni tra carta e web.   Venuti a sapere che la guida Michelin, autorità (più o meno criticata) della ristorazione mondiale, ha ritenuto di assegnare una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono amici che vanno allo stadio; amici che vanno ai concerti; amici che cantano a cappella. E amici che amano cercare ristoranti con un’anima, passando giorni e giorni tra carta e web.  <span id="more-212"></span> Venuti a sapere che la guida Michelin, autorità (più o meno criticata) della ristorazione mondiale, ha ritenuto di assegnare una delle proprie stelle al ristorante <a href="http://www.ristorantealloro.it/fisso/index_home.html">All’Oro</a>, due satiri (tra cui il sottoscritto) e due sommelier si sono gettati all’arrembaggio.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/alloro/dsc08195.jpg?414202461" alt="" width="560" height="375" /></p>
<p>All’Oro si legge Riccardo Di Giacinto. Mani come badili, fisico da pilone di rugby; sulle robuste spalle due esperienze pesantemente formative. La prima con il capostipite della ristorazione mediterranea, il vate di Sant’Agata, Don Alfonso Iaccarino (e chiudiamola qui. Con Don Alfonso sono cresciuto e rischio di non fermarmi più); la seconda, durata ben quattro anni, con l’oscuro alchimista della cucina molecolare, Ferran Adrià, il chiacchieratissimo padrone di El Bulli.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/alloro/dsc08207.jpg?1524119796" alt="" width="560" height="375" /></p>
<p>Esperienze formative, si diceva. Riccardo non copia, non si è adagiato sui modelli, ha saputo prendere il meglio e adattarlo con il suo personale gusto. Potremmo definirlo eroico, o sconsiderato, ad aprire un tempio del buon mangiare ai Parioli, tra il clero del fighettume un tanto al chilo. Ventotto coperti, ambiente minimale, poco illuminato ma non pacchiano: se la cucina fosse teatro, sarebbe il palco d’ingresso, dove bearsi delle novità e cercare di dialogare con le ragazze.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/alloro/dsc08208.jpg?2014429590" alt="" width="560" height="375" /></p>
<p>La carta dei vini è strabiliante. Non per quantità (tra i 200 e i 300 nomi), ma per il ragionato <em>fil rouge</em> che unisce le bottiglie prescelte. Ogni vino è un capolavoro, senza il belletto della moda e senza i corifei della ristorazione. La nostra selezione si è orientata su:</p>
<p><em>- Champagne di benvenuto “Bille Cart Salmon”</em></p>
<p><em>- Bordeaux bianco Domaine de Chevalier millesimo 1987</em> (non è un refuso)</p>
<p><em>- Paolo Scavino Bric de Fiasc Barolo 2004</em></p>
<p><em>- Sherry Pedro Ximenes Vintage 1927</em>.</p>
<p>Si, esatto. <em>Millenovecentoventisette</em>. L’anno della prima trasmissione televisiva via cavo, dell’istituzione del Premio Oscar, della trasvolata di Lindbergh e de “Il Cantante di Jazz”, primo film sonoro.</p>
<p>Dal lato alimentare lo chef propone un menù degustazione, denominato “Gran Festa”. Sei portate di puro godimento. Come già dissi, non si tratta di un epigono di Adrià: la scenografia non prende il sopravvento sulla sostanza. La sua cucina sorprende le papille, oltre agli occhi; i suoi piatti meritano davvero l’appellativo di <strong>magnifici</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/alloro/dsc08214.jpg?2110162817" alt="" width="560" height="375" /></p>
<p>Si aprono le danze con un <em>Tiramisù di baccalà e patate con lardo di cinta senese</em>. Poi arriva un <em>rocher</em>. Proprio quello della signora in giallo e di Ambrogio l’autista; ma <span style="text-decoration: underline;">questo rocher è di coda alla vaccinara</span>. Esperienza davvero mistica. Poi il <em>maritozzo, con cime di rapa e crema di cacio e pepe</em>.  Eccoci al primo. <em>Cappelletti in brodo senza brodo</em>. No, il vino non mi ha dato alla testa, si tratta di un piatto di enorme maestria, che racchiude il brodo nei cappelletti stessi, rovesciando il classico. Poi un <em>Bonbon d’oca</em> e per secondo un <em>Lamburgher</em>: un panino al battuto d’agnello appena scottato, il Big Mac reinterpretato da un artista. <em>Tarte tatin di mele</em> e <em>tiramisù</em> (che tiramisù non è) chiudono il pasto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/alloro/dsc08192.jpg?1313333097" alt="" width="560" height="375" /></p>
<p>Inutile tirare in ballo il conto; con un secolo enologico sul tavolo sarebbe quantomeno fuorviante. E’ stata una vera e propria esperienza mistica, un&#8217; esperienza che due satiri hanno deciso di segnalarvi; non certo per scatenare invidie, al massimo per punzecchiare un pochino. Perché ognuno di noi può vivere esperienze di questo tipo, ma solo attraverso la condivisione potremo continuare a viverle tutti…</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/alloro/dsc08185.jpg?1321793426" alt="" width="560" height="375" /></p>
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		<title>Il simposio</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 09:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensire un evento a cui si è partecipato può sembrare un compito di lievissima difficoltà. Pares cum paribus facillime congregantur; la descrizione di una serata si trasforma rapidamente in quella dei propri interessi, producendo quei mefitici ritratti di Dorian Gray a cui la critica moderna ci ha abituati. Le cose si complicano leggermente quando si tratta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recensire un evento a cui si è partecipato può sembrare un compito di lievissima difficoltà. <em>Pares cum paribus facillime congregantur; </em>la descrizione di una serata si trasforma rapidamente in quella dei propri interessi, producendo quei mefitici ritratti di Dorian Gray a cui la critica moderna ci ha abituati. Le cose si complicano leggermente quando si tratta di descrivere qualcosa che ha richiesto creazione, piuttosto che fruizione.</p>
<p><span id="more-230"></span></p>
<p>Se poi di un simile evento si è stati genitori e figli, trasportarne l&#8217;atmosfera in un resoconto è opera realmente difficile. Ritengo che in questi casi sia necessario abbandonare tutte le sovrastrutture, le figure retoriche e le circonvoluzioni: parlarne così, come viene, senza falsa modestia e senza artifici. Proprio come è accaduto quella sera.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/serata-16-marzo/DSC07232.JPG?643278031" alt="" width="480" height="321" /><p class="wp-caption-text">&quot;Nelle persone di capacità limitate la modestia è semplice onestà, ma in chi possiede un grande talento è ipocrisia.&quot; Arthur Schopenhauer</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p>Poiché l&#8217;ipocrisia non fa parte dei nostri difetti, lasceremo da parte anche le frasi di circostanza. E&#8217; stata una serata grandiosa. Ma non lo è stata unicamente per merito nostro. E stavolta non si tratta di modestia, ma di umiltà.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/serata-16-marzo/DSC07281.JPG?1062557161" alt="" width="480" height="321" /></p>
<p>Il 16 Marzo, in un locale romano, un piccolo gruppo di uomini ha deciso di riunirsi. Si trattava di soggetti simili, eppur diversi: cuori, mani e teste delle specie più rare. Artigiani e imprenditori, ragazzi impettiti e uomini scanzonati, poeti, artisti e pensatori. La <em>summa anthropologica</em> d&#8217;Italia,, alla vigilia del suo centocinquantesimo genetliaco.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/serata-16-marzo/DSC07288.JPG?484808962" alt="" width="480" height="321" /></p>
<p>Quella sera è ufficialmente nata questa confraternita di uomini lieti. Non abbiamo fatto distinzioni di sorta; le classificazioni le lasciamo alla massa. L&#8217;uomo della strada riesce a interpretare una situazione insolita in due soli modi: odiandola o militando per essa. Noi aborriamo odio e militanza: siamo disposti ad accettare qualunque cosa, purché si tratti del meglio.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/serata-16-marzo/DSC07368.JPG?784690366" alt="" width="480" height="321" /></p>
<p>E abbiamo avuto il meglio, grazie al duro lavoro di chi ancora crede nella fondamentale onestà della fatica. Abbiamo nutrito lo stomaco con cibi grandiosi e vini squisiti; saziato lo sguardo con i capolavori che il genio italico estrae dalla dura radica; toccato con mano la qualità della vera sartoria, quella che non si può copiare con artifici meccanici; degustato tabacchi di grande livello, in un appassionato confronto tra moderno e antico. E infine, abbiamo ascoltato le voci dei nostri confratelli, che ci hanno parlato delle loro esperienze, delle vite trascorse a inseguire un ideale di perfetta comunione tra il cuore, la mano e la mente.</p>
<p>Abbiamo <em>spostato la perfezione un po&#8217; più in là</em>, secondo il nostro motto. E seguendo a mia volta tale intimazione, lascerò campo libero alle foto, che valgono certo più delle mie parole.</p>
<p>Buona visione.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/serata-16-marzo/DSC07207.JPG?534711184" alt="" width="513" height="344" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/serata-16-marzo/DSC07383.JPG?1229389368" alt="" width="493" height="330" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/serata-16-marzo/DSC07333.JPG?1211240173" alt="" width="480" height="321" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/serata-16-marzo/DSC07391.JPG?713549829" alt="" width="480" height="321" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/serata-16-marzo/DSC07277.JPG?253686992" alt="" width="480" height="321" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/serata-16-marzo/DSC07317.JPG?355638005" alt="" width="480" height="321" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/serata-16-marzo/DSC07248.JPG?192479252" alt="" width="480" height="321" /><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilsatiro.com/wp-content/gallery/serata-16-marzo/DSC07463.JPG?320970428" alt="" width="480" height="321" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ringrazio tutti i presenti, che hanno contribuito al successo della serata. Per ottenere l&#8217;intera galleria, sarà sufficiente che mi contattiate.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em> </em></p>
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